CATANIA – Un incontro operativo per affrontare le criticità legate all’accesso alle aree sommitali dell’Etna si è svolto nella giornata di venerdì presso la Prefettura di Catania. A convocare e presiedere la riunione è stato il prefetto Pietro Signoriello, in accordo con il Dipartimento regionale di Protezione civile, con l’obiettivo di definire le misure necessarie a garantire la sicurezza pubblica in relazione all’attività vulcanica.
Attorno al tavolo, un’ampia rappresentanza istituzionale: sindaci dei comuni etnei, vertici delle forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile, INGV, Corpo forestale, Guardia di finanza, Parco dell’Etna, Anas, Soccorso alpino e speleologico, guide alpine e vulcanologiche, oltre ai responsabili del Comune di Randazzo, oggi commissariato.
Al centro del confronto, la necessità di rafforzare i meccanismi di prevenzione e gestione dell’emergenza, con particolare attenzione ai flussi turistici e all’accesso stradale alle zone ad alta pericolosità. Il prefetto ha evidenziato l’importanza della comunicazione preventiva e dell’inibizione tempestiva degli accessi, auspicando un coordinamento strutturato tra enti e l’attivazione di presidi permanenti.
Il dirigente del Dipartimento regionale, Salvo Cocina, ha illustrato le nuove procedure di allerta, aggiornate a seguito dell’evento piroclastico del 2 giugno scorso, che ha visto alcuni escursionisti presenti in aree interdette. Tra le ipotesi allo studio, l’installazione di sirene d’allarme sul modello di Stromboli e il coinvolgimento del volontariato per il presidio dei cancelli.
Il direttore dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, Marco Branca, ha ricordato che l’Etna dispone del primo sistema automatico di allerta per eventi parossistici a livello mondiale. Tuttavia, ha ribadito che la zona di pericolosità permanente dovrebbe rimanere off-limits per chiunque, indipendentemente dal livello di allerta in corso.
Il prefetto ha chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico, operativo già dal 2 luglio, per definire i punti di accesso da presidiare e pianificare un sistema di turnazione semestrale tra forze dell’ordine, enti locali e volontari. La riunione si inserisce in un percorso più ampio di aggiornamento delle strategie di protezione civile in un’area, quella etnea, dal delicato equilibrio tra natura, turismo e sicurezza.

