A Catania, la ricorrenza del 150° anniversario della prima “Carmen” di Georges Bizet diventa un’occasione per trasformare la memoria operistica in esperienza contemporanea. Domenica 7 settembre alle ore 19.00, il palco del JoyHub, in via Scuto Costarelli, 26, si muta in passerella per “La CARMEN – Je suis defilmè”: un evento che intreccia moda, musica e teatro, pensato come un viaggio visivo capace di riaccendere l’immaginario della celebre eroina e di farne materia viva di stile, forma e gesto.
Protagonisti della serata sono gli studenti e le studentesse del Triennio e del Biennio di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Catania, chiamati a misurarsi con una delle figure più iconiche della cultura europea. La loro sfida non è la semplice citazione: è la traduzione dei personaggi, delle atmosfere e dei contrasti di “Carmen” in linguaggi del vestire diversi e complementari — prêt-à-porter, haute couture e costume — affinché ogni trama e ogni ordito diventino racconto, simbolo, prospettiva. Il risultato è un mosaico di micro-narrazioni che, in sequenza, compongono una partitura di visioni: il colore come accento emotivo, le silhouette come postura drammaturgica, i materiali come timbri di un’orchestra tessile.
La ricchezza del progetto si misura anche nei numeri: in passerella sfilano 113 capi di prêt-à-porter, 14 costumi pensati per la scena e 42 creazioni di haute couture. Tre capitoli, tre ritmi, tre modi diversi di avvicinare l’opera: il quotidiano reinventato, l’immaginazione spettacolare e l’eccellenza sartoriale. Nel prêt-à-porter il segno è rapido, urbano, attuale: tagli netti, modulazioni cromatiche, tocchi grafici che evocano, senza mai imitare, la libertà irriverente della protagonista. L’haute couture, invece, dilata il tempo della visione: lavorazioni artigianali, volumi scenografici, dettagli preziosi che trasformano l’abito in un dispositivo poetico. Il costume chiude il cerchio, riportando il gesto teatrale al centro: abiti che nascono già in dialogo con la luce, con il movimento, con la musica.
L’evento è promosso dal corso di Fashion Design dell’Accademia, a cura di Flavia Lecci con Daniela Maria Costa e Maria Liliana Nigro, e valorizzato da una rete di competenze che rende la sfilata un dispositivo culturale complesso. Il corso di Fotografia, coordinato da Egidio Liggera, accompagna il progetto con uno sguardo che documenta e interpreta, costruendo una memoria visiva capace di restituire tanto l’energia del backstage quanto la potenza simbolica della passerella. Il corso di Scenografia, guidato da Massimo Savoia, plasma lo spazio e lo rende partner attivo dell’azione: pedane, quinte, luci e cromie definiscono un ambiente che non ospita soltanto la moda, ma la mette in relazione con l’idea stessa di teatro, invitando il pubblico a una fruizione immersiva. Regia e direzione artistica sono affidate a Viviana Santanello, che orchestra i diversi piani dell’evento — ritmo, successioni, ingressi, climax — per costruire un racconto fluido, leggibile e sorprendente.
“La CARMEN – Je suis defilmè” è, prima di tutto, un omaggio al potere trasformativo di Carmen: figura ribelle, mobile, indomabile, che continua a interrogare il nostro presente. Nella cornice di JoyHub, quel potere si riflette in abiti che rifuggono i cliché per cercare nuove forme di libertà: nei tessuti che si aprono come frasi musicali, nelle cuciture che segnano traiettorie narrative, nei contrasti — lucido/opaco, morbido/strutturato, pieno/vuoto — che diventano lessico di un carattere. L’opera di Bizet è uno spartito; la moda, qui, è lo strumento che lo suona con timbro inedito. E il teatro, luogo dell’incontro, permette a questa interpretazione di farsi evento collettivo, condiviso, partecipato.
Il valore pedagogico è evidente: la sfilata non è solo esito di un percorso di studio, ma laboratorio aperto in cui gli allievi sperimentano la responsabilità dell’autorialità, l’attenzione al dettaglio, il dialogo con professionisti di discipline diverse. Al pubblico arriva un’esperienza compiuta e generosa, ma dietro quella superficie si riconosce il cantiere di un’Accademia capace di connettere saperi, aggiornare tradizioni, investire sui linguaggi del futuro senza smarrire la profondità del patrimonio culturale.
Catania, città di stratificazioni e di energie creative, offre lo scenario ideale: il JoyHub, in via Scuto Costarelli, 26, diventa crocevia di giovani talenti e di un pubblico curioso, pronto a lasciarsi guidare da un racconto che attraversa i confini delle arti. Una serata per celebrare un anniversario importante e, insieme, per ribadire che la moda — quando pensa, ascolta e dialoga — è cultura viva, capace di restituire senso al nostro stare nel mondo.
Informazioni
– Quando: domenica 7 settembre, ore 19.00
– Dove: JoyHub, via Scuto Costarelli, 26 – Catania
– Evento: “La CARMEN – Je suis defilmè”
– A cura di: corso di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Catania (Flavia Lecci con Daniela Maria Costa e Maria Liliana Nigro)
– Contributi: corso di Fotografia (coord. Egidio Liggera), corso di Scenografia (coord. Massimo Savoia)
– Regia e direzione artistica: Viviana Santanello
– In passerella: 113 capi prêt-à-porter, 14 costumi per lo spettacolo, 42 creazioni di haute couture.

