Operazione “hi-tech” a Camporotondo Etneo: sgominata una banda in “trasferta” da Messina. Sequestrati cavalli, scommesse e migliaia di euro.
Credevano di essere invisibili, protetti dal buio dell’alba e dalle vedette su strada, ma non avevano fatto i conti con gli occhi elettronici della Polizia che li osservavano dall’alto. È scattata domenica scorsa una maxi operazione contro il fenomeno delle corse clandestine di cavalli, che ha portato alla denuncia di quindici persone, tutte originarie della provincia di Messina, accusate di maltrattamento di animali e organizzazione di competizioni non autorizzate.
Il teatro della gara illegale è stato il territorio di Camporotondo Etneo. Qui, due purosangue inglesi attaccati a calessi e guidati da fantini spregiudicati sono stati lanciati in una folle corsa su asfalto, circondati da un corteo di scooter e auto che occupavano l’intera carreggiata.
Gli organizzatori avevano scelto una zona isolata proprio per eludere i controlli e avvistare in tempo l’arrivo delle Volanti. Per aggirare questo sistema di “controsorveglianza”, la Questura di Catania ha giocato d’anticipo mettendo in campo la tecnologia. Nonostante le forti raffiche di vento, i piloti delle Unità di Volo hanno fatto alzare i droni, monitorando dall’alto ogni fase della gara senza essere visti.
Le telecamere volanti hanno documentato scene di crudele follia: circa 2 chilometri di percorso, in gran parte in salita, con i cavalli frustati energicamente e spaventati dal clacson impazzito degli scooter che li tallonavano. Una tortura fisica e psicologica per gli animali, costretti a correre sull’asfalto umido dell’alba, con il rischio costante di scivolare e fratturarsi le zampe.
Appena i droni hanno fornito le coordinate esatte, è scattata la trappola a terra. Oltre venti agenti, tra Squadra Volanti, Squadra Mobile e la specializzata Squadra a Cavallo, hanno chiuso il cerchio. Mentre gli agenti a cavallo bloccavano in sicurezza i due purosangue per evitare incidenti, le pattuglie intercettavano i partecipanti. Il tentativo di fuga è stato rocambolesco: molti scooteristi, con targhe coperte e volti travisati, hanno provato a disperdersi.
Uno degli organizzatori ha tentato il tutto per tutto a bordo di una moto, coprendo la targa con la mano e provando a speronare gli agenti con manovre pericolose, ma è stato fermato. Addosso aveva la prova regina del giro d’affari illecito: quasi 5.000 euro in contanti e il classico “pizzino” con la lista degli scommettitori.
Il bilancio finale è pesante per gli organizzatori in “trasferta”: 15 persone denunciate (tra cui due minori che incitavano la corsa dagli scooter), due cavalli sequestrati e affidati a ditte specializzate, sequestro dei calessi, delle bardature e persino di un camion per il trasporto animali, individuato e bloccato grazie al drone mentre i conducenti tentavano di nascondersi.
L’operazione conferma l’impegno della Polizia di Stato nella tutela del benessere animale. Nel solo 2025, grazie alla sinergia con i veterinari dell’ASP, la Squadra a Cavallo ha controllato oltre 40 stalle, sanzionando numerose strutture abusive e salvando equidi costretti a vivere o gareggiare in condizioni incompatibili con la loro natura.

