Bronte lancia l’SOS: l’emergenza idrica minaccia la raccolta biennale del pistacchio verde Dop, cuore dell’economia agricola locale. Il Comune segnala un quadro critico che coincide con l’avvio delle operazioni in campagna, quando centinaia di famiglie si sono già spostate nei fondi per organizzare stacchi, selezione e conferimento del prodotto.
Al centro della contestazione c’è la sospensione dell’erogazione idrica in numerose contrade rurali decisa da Acoset. Il gestore motiva il provvedimento con la drastica riduzione della portata del pozzo di Maniace, scesa — secondo quanto comunicato — da 150 a 60 litri al secondo. Spiegazioni che non convincono l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pino Firrarello né i residenti delle abitazioni di campagna, molti dei quali vivono stabilmente nelle aree interessate.
Nelle ultime ore si sono susseguiti contatti istituzionali: il vicesindaco Salvatore Pizzuto ha avviato un confronto con i vertici di Acoset, mentre lo stesso Firrarello ha interloquito con il presidente del CdA, Giovanni Rapisarda. L’azienda ha annunciato l’attivazione di un servizio di rifornimento tramite autobotti, prenotabile via pec o email. Palazzo municipale giudica però la misura non risolutiva: rifornire “porta a porta” un territorio vasto e punteggiato da case sparse, osserva il Comune, è logisticamente complesso e rischia di lasciare scoperte intere fasce orarie cruciali per i lavori nei pistacchieti. Da qui la richiesta di ripristinare almeno una fornitura regolare per alcune ore al giorno, così da garantire esigenze domestiche e attività agricole minime.
Il sindaco sottolinea che l’assenza di acqua corrente non è solo un disagio operativo: comporta anche problemi igienico-sanitari per le famiglie che in queste settimane risiedono nelle campagne per seguire il raccolto. L’amministrazione chiede quindi un intervento immediato che metta in sicurezza il periodo di punta, in attesa di soluzioni più strutturali.
La protesta approda anche in aula consiliare. I consiglieri Graziano Calanna, Samanta Longhitano, Gaetano Messina e Mauro Petralia hanno depositato una risoluzione congiunta: il documento sollecita un pronunciamento dell’assemblea e impegna il Comune ad aprire un tavolo con Acoset per il ripristino della distribuzione idrica sia durante la raccolta sia nella fase successiva.
In attesa degli esiti del confronto, l’allarme resta alto. Senza una fornitura prevedibile, i tempi della raccolta rischiano di slittare e le famiglie di trovarsi a gestire contemporaneamente le urgenze della stagione e le incombenze di una quotidianità senza acqua. L’obiettivo dichiarato da Palazzo municipale è semplice quanto urgente: garantire, almeno a finestre orarie, il servizio nelle contrade, per non compromettere la campagna del pistacchio che scandisce la vita economica e sociale di Bronte.

