La corsa all’acquisto dei fuochi d’artificio per salutare l’arrivo del nuovo anno nasconde spesso insidie pericolose, alimentate da un mercato parallelo che ignora ogni norma di sicurezza. È quanto emerso nelle ultime ore ad Adrano, in provincia di Catania, dove un controllo mirato della Polizia di Stato ha portato alla luce un vero e proprio arsenale pirotecnico illegale, stipato all’interno di un deposito apparentemente anonimo. L’operazione, condotta con precisione chirurgica, ha permesso di scongiurare potenziali incidenti legati alla vendita e all’utilizzo di materiale esplodente non conforme.
Protagonisti del blitz sono stati gli agenti della squadra artificieri dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. I poliziotti, impegnati in una vasta attività di monitoraggio del territorio disposta dalla Questura per il periodo delle festività, hanno fatto irruzione nel magazzino gestito da un commerciante locale. Lo scenario che si è presentato ai loro occhi è stato inequivocabile: decine e decine di scatoloni accatastati, contenenti centinaia di artifici pirotecnici per un peso complessivo di ben 108 chilogrammi. Una “polveriera” situata nel tessuto urbano che rappresentava un rischio concreto non solo per chi maneggiava la merce, ma anche per l’incolumità pubblica.
Dall’analisi tecnica effettuata dagli specialisti è emerso un quadro allarmante sulla natura dei prodotti. Molti dei botti rinvenuti erano infatti scaduti, condizione che ne altera la stabilità chimica rendendoli imprevedibili e pericolosi al momento dell’accensione. Altri articoli, invece, risultavano privi dei requisiti specifici di sicurezza imposti dalle severe normative nazionali ed europee, mancando delle certificazioni necessarie per la vendita legale. Inoltre, una parte del materiale, pur essendo teoricamente commerciabile, era detenuta in violazione dei limiti imposti dalla licenza di pubblica sicurezza in possesso del titolare.
Il responsabile, un uomo di 50 anni residente ad Adrano, è finito nei guai: nei suoi confronti è scattata una denuncia a piede libero. Le accuse sono pesanti e vanno dalla detenzione illegale di artifizi pirotecnici alla violazione delle norme sulla fabbricazione e il commercio di materiale esplodente. A queste si aggiunge l’ipotesi di reato di ricettazione, che suggerisce una provenienza illecita o non tracciabile di parte della merce.
Data la pericolosità del ritrovamento, la Procura della Repubblica di Catania ha disposto l’immediata rimozione di tutto il materiale. Gli scatoloni sono stati prelevati dagli artificieri e trasferiti in un luogo sicuro, in attesa delle procedure di distruzione controllata. Un intervento che sottrae al mercato nero oltre un quintale di esplosivi che avrebbero potuto trasformare la notte di San Silvestro in una tragedia.

