Il nuovo piano per la viabilità della Zona Industriale di Catania incassa il plauso dei sindacati, che lo definiscono “un importante primo passo strategico”. Ma è un plauso con riserva, un punto di partenza e non di arrivo. Per Cisl e Ugl, che da tempo sollecitavano questi interventi, la vera riqualificazione dell’area produttiva più importante della Sicilia orientale passa ora da altre emergenze non più rinviabili: la rete idrica e fognaria, la sicurezza antincendio e il primo soccorso sanitario.
Questa la posizione espressa dai segretari generali Maurizio Attanasio (Cisl Catania) e Giovanni Musumeci (Ugl Catania) al termine della presentazione del progetto, avvenuta ieri in Comune alla presenza dell’assessore regionale Edy Tamajo. “Tanti degli interventi previsti siamo stati proprio noi a sollecitarli”, hanno dichiarato, “ma ora bisogna andare oltre con la stessa determinazione”.
Nel mirino dei sindacati c’è soprattutto il sistema idrico-depurativo, un’infrastruttura obsoleta che non solo frena lo sviluppo delle imprese ma, come denunciano, ha ripercussioni dirette anche sulle attività turistiche della vicina costa della Plaia e sull’occupazione. “Auspichiamo che, grazie ai fondi regionali Fsc, si mettano in campo interventi strutturali per risolvere questa criticità”, continuano Attanasio e Musumeci.
Ma la sicurezza dell’area, che ospita migliaia di lavoratori e produzioni di alto valore, passa anche da altri due presìdi fondamentali. Il primo è il potenziamento della caserma dei vigili del fuoco, essenziale per garantire interventi rapidi ed efficaci in caso di emergenza. Il secondo è una richiesta precisa e finora inascoltata: la presenza fissa di un’ambulanza medicalizzata, che possa fornire un primo soccorso immediato in caso di incidenti o malori.
Insomma, il via libera alla riqualificazione stradale è una vittoria, ma per Cisl e Ugl apre una nuova fase di confronto e vigilanza. “Saremo sempre pronti e disponibili al dialogo”, concludono, “ma anche a sollecitare le istituzioni per avere tempi certi e il rispetto degli impegni assunti”. La palla passa ora alla politica, chiamata a dimostrare una visione d’insieme che vada oltre l’asfalto per affrontare le fondamenta strutturali della competitività e della sicurezza.

