Il presidio, frutto della collaborazione con l’associazione Thamaia onlus, sarà inaugurato il prossimo autunno nel palazzo centrale dell’ateneo. Offrirà ascolto, supporto e consulenza gratuiti e anonimi a tutta la comunità accademica.
CATANIA – Un luogo sicuro di ascolto, supporto e consulenza per affrontare il dramma della violenza di genere. L’Università di Catania si schiera in prima linea e annuncia l’apertura, nel prossimo autunno, del suo primo sportello antiviolenza, un presidio fondamentale rivolto a studentesse, docenti e a tutto il personale che compone la vasta comunità accademica. L’iniziativa, un segnale forte di attenzione e responsabilità, nasce dalla preziosa collaborazione con l’Associazione Thamaia onlus, una realtà consolidata e specializzata nel contrasto alla violenza contro le donne.
La creazione dello sportello rappresenta un passo concreto che dà seguito all’impegno formale assunto dall’ateneo nell’ottobre del 2024, quando ha aderito al protocollo della Rete antiviolenza territoriale. Con quella firma, l’università si è impegnata a promuovere attivamente azioni di formazione, sensibilizzazione e supporto concreto, riconoscendo che il contesto universitario, come ogni altro spaccato della società, non è immune da queste problematiche.
Il nuovo servizio troverà spazio in un’aula del palazzo centrale dell’ateneo, una scelta simbolica per renderlo facilmente accessibile e visibile. Sebbene i giorni e gli orari di apertura siano ancora in fase di definizione, le modalità operative sono già chiare e rassicuranti. Lo sportello sarà gestito da personale specializzato, con operatrici esperte in grado di accogliere, ascoltare senza giudizio e orientare le donne che chiederanno aiuto. Il servizio sarà completamente gratuito, garantirà il totale anonimato e la massima riservatezza, elementi indispensabili per creare un clima di fiducia e incoraggiare le vittime a rompere il muro del silenzio.
Avere un presidio di questo tipo all’interno delle mura universitarie è di un’importanza strategica. Offre un punto di riferimento immediato e interno alla propria comunità, abbattendo le barriere psicologiche che a volte possono rendere difficile rivolgersi a servizi esterni. È un modo per dire a ogni donna dell’ateneo che non è sola e che l’istituzione per cui studia o lavora è pronta a sostenerla. L’apertura dello sportello non è solo un servizio in più, ma un tassello fondamentale nella costruzione di una cultura del rispetto e della sicurezza per tutti.



