Una vittoria per i lavoratori e una scommessa strategica sul futuro della microelettronica in Italia, con la Sicilia al centro del progetto. Si è concluso con il ritiro definitivo dei licenziamenti l’incontro tenutosi oggi a Roma, nella sede del Mimit, tra i ministri Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso, i vertici di STMicroelectronics e le organizzazioni sindacali. Una svolta che allontana lo spettro della crisi e apre a una nuova fase di sviluppo, sostenuta da un imponente investimento governativo.
Grande la soddisfazione espressa dai sindacati al termine del tavolo. “L’ipotesi degli esuberi è stata definitivamente superata”, hanno dichiarato in una nota congiunta. “La priorità resta la tutela occupazionale e la valorizzazione dei siti produttivi italiani”. Le sigle sindacali hanno però messo un paletto chiaro per il futuro: qualsiasi discussione su eventuali uscite su base volontaria potrà essere affrontata solo dopo la presentazione di un piano industriale solido e condiviso, che metta nero su bianco il futuro degli stabilimenti di Catania e Agrate, considerati strategici.
A delineare questo futuro è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha sottolineato la portata dell’investimento approvato dalla Commissione Europea per il settore. “Quello di 5 miliardi di euro per il periodo 2023-2037 è il più grande investimento mai autorizzato nella microelettronica, con agevolazioni pubbliche superiori a 2 miliardi”, ha affermato Urso. Il ministro ha poi indicato la rotta per il sito siciliano: “Catania può e deve diventare il polo europeo del carburo di silicio, tecnologia cruciale per la transizione energetica e la mobilità elettrica”.
Il ritiro degli esuberi, dunque, non è un semplice passo indietro dell’azienda, ma il primo atto di un rilancio che poggia su basi economiche e strategiche senza precedenti. Ora la palla passa alla definizione del nuovo piano industriale, che dovrà tradurre in occupazione e produzione la grande opportunità offerta dagli investimenti, consacrando il ruolo di Catania come capitale europea di una delle tecnologie chiave per il futuro.

