Si scioglie in un abbraccio liberatorio la tensione accumulata nelle ultime ore sulle pendici settentrionali del vulcano attivo più alto d’Europa. La complessa operazione di ricerca e soccorso, scattata nel tardo pomeriggio sul versante Nord dell’Etna, si è conclusa con il miglior esito possibile: il turista che risultava disperso nella zona impervia di Serra delle Concazze, non distante dal Rifugio Citelli, è stato individuato e tratto in salvo.
L’uomo ha vissuto momenti di autentico terrore, avvolto dal buio e dal gelo che, a quelle quote e in questa stagione, non perdonano. Quando è stato raggiunto dai soccorritori, il turista appariva visibilmente scosso, impaurito e intirizzito dal freddo pungente, ma fortunatamente in buone condizioni di salute generali, scongiurando così le conseguenze più gravi legate all’ipotermia o a possibili traumi da caduta. Fondamentale per la riuscita del salvataggio è stata la tecnologia, unita alla lucidità, seppur precaria, del disperso: dopo l’allarme lanciato dal fratello, che aveva perso i contatti visivi, l’uomo è riuscito a inviare le proprie coordinate geografiche tramite smartphone. Un segnale vitale che ha permesso alle squadre di terra di restringere il campo d’azione in un’area vasta e insidiosa, caratterizzata da neve, ghiaccio e tratti scoscesi.
Il successo dell’operazione è frutto di una straordinaria sinergia tra i vari corpi impegnati sul campo, che hanno lavorato come un unico meccanismo ben oliato nonostante le difficoltà ambientali e l’oscurità. A raggiungere l’escursionista sono stati i volontari del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano della stazione di Nicolosi, che hanno operato in stretto coordinamento con i Vigili del Fuoco (presenti con squadre ordinarie e nucleo SAF) e i militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF). Una volta stabilizzato e rassicurato, l’uomo è stato accompagnato in sicurezza verso valle, ponendo fine a una disavventura che avrebbe potuto avere epiloghi ben più drammatici. L’episodio ribadisce ancora una volta l’importanza della prudenza e della preparazione quando si affronta la montagna, ma anche l’efficienza di un sistema di protezione civile pronto a intervenire in qualsiasi condizione per salvaguardare la vita umana.

