Notte di paura in via Carrubbazza: nel mirino l’attività commerciale gestita da orientali, indagano i Carabinieri sulla pista del racket.
Torna l’incubo del fuoco e delle intimidazioni a disturbare il sonno della comunità di Lentini. Nel cuore della notte appena trascorsa, le fiamme hanno avvolto un veicolo commerciale parcheggiato in via Carrubbazza, arteria situata in una zona nevralgica del comune siracusano. Il mezzo preso di mira appartiene a un’azienda commerciale gestita da imprenditori di nazionalità cinese, ormai radicati nel tessuto economico locale. L’incendio, la cui natura dolosa appare scontata sin dalle prime battute, ha rischiato di provocare conseguenze ben più gravi, ma fortunatamente il bilancio dei danni è rimasto circoscritto ai soli beni materiali.
A lanciare l’allarme sono stati i residenti della zona, svegliati dal crepitio del fuoco e dall’odore acre del fumo che ha invaso la strada. La tempestività della chiamata al 112 è stata decisiva: sul posto sono giunte in pochi minuti le squadre dei Vigili del Fuoco, che hanno avviato le operazioni di spegnimento con grande rapidità. I pompieri sono riusciti a domare il rogo prima che le lingue di fuoco potessero “marciare” verso la struttura che ospita l’attività commerciale, evitando che l’edificio venisse intaccato. Tuttavia, la violenza dell’incendio ha distrutto il furgone utilizzato dal titolare per il trasporto delle merci e ha danneggiato seriamente anche un’autovettura privata che si trovava sfortunatamente posteggiata proprio accanto al mezzo target dell’attentato.
Sull’episodio hanno aperto un fascicolo d’indagine i Carabinieri della stazione di Lentini, supportati dai colleghi della Compagnia di Augusta. I militari dell’Arma, dopo aver effettuato i rilievi tecnici sul luogo del crimine, stanno vagliando tutte le ipotesi investigative, anche se la pista privilegiata sembra condurre dritta all’atto intimidatorio. Resta da decifrare la matrice del messaggio inviato col fuoco: gli inquirenti stanno cercando di capire se l’episodio sia da inquadrare nel contesto del racket delle estorsioni, storicamente legato agli interessi della criminalità organizzata locale, o se invece le ragioni vadano ricercate in dinamiche di natura privata o concorrenziale.
Per dare un volto e un nome agli autori del gesto, le forze dell’ordine hanno avviato una serrata caccia alle immagini. In queste ore, i militari stanno passando al setaccio l’intera area alla ricerca di telecamere di videosorveglianza, pubbliche o private, che potrebbero aver ripreso l’arrivo o la fuga degli incendiari. Ogni fotogramma potrebbe rivelarsi fondamentale per ricostruire la dinamica dell’accaduto e fornire elementi utili a chiudere il cerchio attorno ai responsabili di questo vile atto che colpisce l’imprenditoria locale.

