Auto bloccate dal ghiaccio verso Piano Provenzana. Intervento provvidenziale del Soccorso Alpino e dei Carabinieri: portati tutti a valle sani e salvi.
Poteva trasformarsi in una domenica drammatica, segnata dal freddo e dalla paura, quella vissuta da due nuclei familiari sul versante nord dell’Etna. L’incanto della montagna innevata ha lasciato spazio, nel tardo pomeriggio, all’angoscia di trovarsi in trappola, ostaggi del ghiaccio e di un meteo inclemente mentre tentavano di raggiungere la zona di Piano Provenzana. A rendere la situazione estremamente critica, classificata dai soccorritori come emergenza ad “alto rischio evolutivo sanitario”, è stata la presenza a bordo delle vetture di bambini piccoli e, soprattutto, di un neonato, i soggetti più vulnerabili alle insidie dell’ipotermia e dello stress emotivo.
La disavventura ha preso forma quando la “morsa” del maltempo ha reso impraticabile la viabilità. La dinamica racconta di una doppia sfortuna che ha paralizzato la carovana: una delle due autovetture è rimasta letteralmente immobilizzata sulla carreggiata, trasformata in una lastra di vetro dal ghiaccio vivo, mentre la seconda auto ha accusato un guasto meccanico, lasciando le famiglie isolate nel buio incipiente e sotto sferzate di vento gelido.
L’allarme è stato recepito dai Carabinieri della Compagnia di Randazzo. I militari, compresa immediatamente la gravità dello scenario e le condizioni meteo definite “particolarmente avverse”, hanno attivato senza indugi la macchina dei soccorsi specializzati, richiedendo il supporto tecnico della Stazione Etna Nord del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). È iniziata così una corsa contro il tempo per raggiungere il gruppo prima che le temperature rigide potessero causare conseguenze fisiche ai più piccoli.
Gli uomini del Soccorso Alpino, abituati a operare in contesti estremi, hanno raggiunto le famiglie bloccate facendosi largo tra la neve. La priorità assoluta è stata la messa in sicurezza immediata del neonato e dei bambini, seguiti dagli adulti visibilmente scossi. L’operazione, condotta con perizia e rapidità, si è conclusa con l’accompagnamento di tutti i malcapitati a valle, lontano dal pericolo e al caldo. Un lieto fine che tira un sospiro di sollievo, ma che serve da monito sulla imprevedibilità della montagna invernale, domata solo grazie alla professionalità di chi veglia sulla sicurezza degli escursionisti.

