Catania è una città costruita a incastri. Strade strette, incroci irregolari, carreggiate che si stringono, marciapiedi che scompaiono. Una topografia urbana che, già di suo, chiede nervi saldi e riflessi pronti. A questo si aggiunge un elemento non raro: il semaforo guasto, lampeggiante o completamente spento, che trasforma ogni crocevia in un’arena, e ogni automobilista in un gladiatore col clacson.
È una scena che molti conoscono bene. Le luci non funzionano, il traffico si accumula, i motorini si infilano dove possono, gli autobus restano bloccati. A volte si aspetta. A volte si forza il passaggio. A volte si rischia.
Eppure esiste una prassi. Esistono norme, competenze, numeri da chiamare. E soprattutto, esiste una cittadinanza possibile anche nel caos, a patto che si riconosca l’autorità delle regole anche quando l’infrastruttura viene meno.
Primo: come comportarsi alla guida
Se il semaforo è completamente spento o lampeggiante giallo, si applica la regola dell’intersezione non regolata. È semplice: chi arriva da destra ha la precedenza, sempre. Non esistono “diritti” del più veloce o del più grande. E se due veicoli si trovano in opposizione frontale e uno dei due svolta a sinistra, deve dare precedenza a chi prosegue dritto.
In teoria, sono regole da scuola guida. In pratica, a Catania vengono ignorate per consuetudine. Il rischio? Incidenti, aggressività, impunità.
Secondo: a chi segnalare il guasto
Non serve fotografare il semaforo. Serve fare una segnalazione chiara, diretta e civile.
Le opzioni sono:
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Polizia municipale (tel. 095 531333): rispondono h24. Possono inviare una pattuglia o prendere nota del guasto.
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Comune di Catania – Direzione Mobilità Urbana: disponibile via PEC o telefono negli orari d’ufficio.
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Oppure via app, se si è registrati su Decoro Urbano o Comuni-Chiamo, servizi usati da alcuni municipi.
In molti casi, l’impianto è affidato a ditte in appalto che intervengono solo su segnalazione formale. Ecco perché la lamentela al bar non cambia nulla, ma una telefonata sì.
Terzo: quando la polizia non arriva
Se il blocco persiste e la situazione diventa pericolosa, si può richiedere la presenza di un agente per regolare manualmente il traffico. Questo avviene spesso in prossimità di scuole, ospedali, eventi. Ma non è automatico. Serve insistenza e documentazione.
In alternativa, se si verificano incidenti o disordini (anche solo tra automobilisti), è opportuno chiamare il 112. Non per “fare la spia”, ma perché il disservizio diventa a quel punto questione di ordine pubblico.
Il punto vero: normalizzare l’anomalia
Il fatto che un cittadino debba farsi carico di segnalare guasti essenziali non è normale. Ma è necessario. Perché Catania, troppo spesso, non ha un sistema che previene, ma solo uno che reagisce.
Eppure, anche in una città complessa e logorata come la nostra, il diritto alla mobilità sicura non può dipendere dal caso.
Un semaforo che non funziona è un sintomo. Ma è anche un banco di prova: per le istituzioni che devono garantire manutenzione, e per i cittadini che devono imparare a non voltarsi dall’altra parte.
Nessun intervento sarà mai abbastanza se ogni crocevia continua a funzionare solo per abitudine o per fortuna.
E allora sì, anche davanti a un semaforo spento, si misura il grado di civiltà di una città.

