La trasformazione della medicina territoriale in Sicilia, finanziata dalla Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è stata al centro della tavola rotonda promossa dalla Cisl etnea a Palazzo d’Orléans, dove sindacato, istituzioni e amministratori locali hanno fatto il punto su tempi, criticità e prospettive di un percorso che dovrà concludersi entro il 2026. Davanti a un pubblico composto da operatori sanitari e rappresentanti delle parti sociali, il segretario provinciale della Cisl Maurizio Attanasio, affiancato dal segretario di categoria Carmelo Puglisi, ha chiesto ufficialmente alla Regione di istituire una regia permanente che coinvolga organizzazioni confederali, ordini professionali e assessorato alla Salute, con il compito di guidare in modo omogeneo l’attuazione del decreto ministeriale 77 e di garantire servizi di qualità in tutta l’isola.
Collegata da Palermo, l’assessora regionale Daniela Faraoni ha riconosciuto l’esigenza di un coordinamento stabile, annunciando a breve la convocazione di sindaci e parti sociali per fare il punto sull’avanzamento dei progetti. Alla discussione hanno partecipato il direttore generale dell’Asp 3 di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, e i sindaci di Catania, Caltagirone, Acireale e Giarre, tutti concordi nel sottolineare la necessità di evitare squilibri fra aree urbane e interne. Attanasio ha evidenziato come, accanto a progetti di fattibilità avanzati e a gare d’appalto già bandite con il supporto di Invitalia, permangano ritardi su nodi essenziali quali la carenza di medici di famiglia, la limitata digitalizzazione e il decollo ancora parziale dei Punti unici di accesso.
Laganga Senzio ha replicato che, nella provincia etnea, venticinque delle ventinove Case della comunità previste saranno operative entro fine anno e che la struttura pilota di San Luigi rappresenta già un modello di assistenza h24 grazie alla presenza di specialisti, infermieri e sportelli di ascolto psicosociale. Dal canto loro, i primi cittadini intervenuti hanno chiesto che l’allocazione di personale e risorse avvenga secondo criteri trasparenti, per evitare che la nuova rete sanitaria si traduca in un patchwork di eccellenze e vuoti di servizio. A chiudere l’incontro è stato il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, che ha sposato la linea della concertazione permanente, ricordando che investire in strutture senza dotarle di organici adeguati significherebbe vanificare l’obiettivo di una sanità territoriale inclusiva e uniforme.

