È un piano per la sanità che nasce zoppo, una “casa costruita partendo dal tetto”. È durissima la critica della Cisl di Catania al nuovo piano di riordino della rete ospedaliera presentato dall’Assessorato regionale alla Salute. Secondo il sindacato, riorganizzare gli ospedali prima di aver definito e reso operativa la nuova medicina territoriale, come previsto dal PNRR, è un errore strategico che rischia di creare più problemi di quelli che risolve.
L’allarme è stato lanciato dai segretari di Cisl, Cisl Fp e Cisl Medici di Catania – Maurizio Attanasio, Danilo Sottile e Carmelo Puglisi – dopo la presentazione del piano ai sindaci del territorio. “Il riordino della rete sanitaria rappresenta una tappa strategica”, spiegano, “tuttavia, ci chiediamo se non sia prioritario, prima di ogni altra iniziativa, definire in modo chiaro, concreto e operativo l’assetto della medicina territoriale”.
La visione della riforma nazionale, contenuta nella Missione 6 del PNRR e nel Decreto Ministeriale 77, è chiara: potenziare i servizi di prossimità (Case di Comunità, Ospedali di Comunità, assistenza domiciliare) per prendere in carico i pazienti, soprattutto quelli cronici, sul territorio, lasciando agli ospedali principali la gestione delle acuzie. Presentare un piano per gli ospedali senza aver prima costruito queste fondamenta, per la Cisl, è una “dicotomia” che ignora il cuore stesso della riforma.
I dubbi del sindacato sono molto concreti. “Da quanto ci è dato sapere”, continuano i tre segretari, “in alcuni ospedali è previsto il taglio dei posti di lunga degenza. Non si comprende come verranno assorbiti nell’ambito degli ospedali di comunità, di cui, peraltro, non sappiamo ancora né quanti né quali saranno e, soprattutto, nulla si conosce circa il personale che dovrà garantirne la funzionalità”.
Già due settimane fa, in un focus organizzato proprio dalla Cisl, erano emerse le criticità nell’attuare la riforma sul territorio catanese. L’auspicio era che si partisse proprio da lì. “Certo, non possiamo affermare che il Piano sia del tutto criticabile”, precisano, “ma formuleremo un giudizio e delle proposte precise appena si avvierà il confronto con le organizzazioni sindacali”.
Per adesso, la Cisl osserva e ribadisce le sue priorità: maggiore attenzione per la cronicità, per la medicina generale e per le terapie intensive e subintensive. E un principio non negoziabile: la riorganizzazione deve riaffermare la prevalenza e la forza della sanità pubblica, costruendo un sistema che parta dai bisogni dei cittadini, non dal tetto degli ospedali.

