Mentre nel resto della Sicilia Forza Italia festeggia una stagione di “acquisti” e di crescita, all’ombra del Vulcano il partito perde pezzi e volano gli stracci. Una serie di addii eccellenti, dal presidente di una municipalità a diversi consiglieri comunali, ha scoperchiato una profonda frattura interna, con l’ex assessore e oggi deputato regionale Salvo Tomarchio che punta il dito senza mezzi termini: “La colpa è di una gestione locale, comunale e provinciale, che abbiamo già denunciato”.
L’anomalia catanese è evidente. A fronte di un partito in salute a livello regionale, la federazione etnea sta vivendo una vera e propria emorragia. Gli ultimi ad aver sbattuto la porta sono Rosaio Cavallaro, presidente del IV Municipio, il consigliere di circoscrizione Danilo Longo e i consiglieri comunali di Misterbianco Rossella Nicotra e Davide Mascali.
A farsi portavoce del malcontento è Salvo Tomarchio, che in una nota al veleno analizza le cause della diaspora. “Dispiace apprendere dell’uscita di rappresentanti istituzionali con importanti incarichi”, afferma, ma chiarisce subito che il problema non è a Roma. “Questi abbandoni non sono mai dovuti al venir meno della fiducia nella rassicurante leadership del segretario nazionale Tajani o nei valori del partito”.
Il dito è puntato interamente sulla classe dirigente locale. “Questi abbandoni sono ormai sempre in aperta e pubblica polemica contro una gestione locale che non aggrega e non valorizza”, continua Tomarchio. È una critica frontale, che descrive un partito percepito come poco inclusivo e incapace di dare risposte alle legittime frustrazioni della sua base e dei suoi eletti.
Ma l’obiettivo di Tomarchio non è quello di accelerare l’esodo. Al contrario, il suo è un appello a chi è tentato di andarsene: “Proveremo a far capire che esiste un’alternativa da costruire insieme dentro il partito stesso, senza che sia necessaria alcuna fuoriuscita polemica”. Un invito a restare e a combattere dall’interno per riformare il partito e renderlo più “inclusivo, partecipativo e a servizio della comunità”.
La conclusione è un messaggio diretto agli attuali vertici provinciali e comunali. “È lecito suggerire a chi prova a frenare la crescita del partito, di guardare più a cosa sta accadendo in casa propria”. Si apre così ufficialmente uno scontro interno che mette il futuro di Forza Italia a Catania a un bivio: o un cambio di rotta nella gestione o il rischio concreto di nuove, dolorose, emorragie.

