Un gigante di pietra e bellezza, uno dei monasteri benedettini più vasti d’Europa e patrimonio dell’Unesco, ma ferito dal tempo e dalle infiltrazioni d’acqua. Per la chiesa di San Nicolò l’Arena di Catania, uno dei monumenti simbolo della città, inizia finalmente una nuova stagione di cura e rinascita. Hanno preso il via i lavori di restauro e messa in sicurezza, un intervento da oltre 800 mila euro finanziato con i fondi del PNRR.
L’operazione è il frutto di quella che l’assessore regionale ai Beni Culturali, Francesco Paolo Scarpinato, ha definito “un esempio virtuoso di cooperazione istituzionale”. Per salvare il prezioso complesso monumentale, infatti, è stato siglato un accordo strategico tra il Ministero dell’Interno (proprietario dell’edificio attraverso il Fondo Edifici di Culto), la Soprintendenza per i Beni Culturali e il Comune di Catania.
“La Sicilia dimostra ancora una volta la sua capacità di utilizzare in modo efficace e progettuale le risorse nazionali ed europee per valorizzare la propria identità e i propri luoghi della memoria”, ha commentato con soddisfazione l’assessore Scarpinato.
I lavori si concentreranno sui punti più critici che da anni minacciano l’integrità della chiesa. Le risorse saranno destinate in primo luogo al risanamento di una parte della copertura e alla creazione di un sistema di drenaggio delle acque, per fermare le infiltrazioni che hanno danneggiato gli interni. Successivamente, si procederà al restauro di due cappelle e della sacrestia.
Ma non si tratta solo di un intervento conservativo. Il progetto mira anche a migliorare l’accessibilità del sito, per renderlo ancora più fruibile a cittadini e turisti e per integrarlo pienamente nella rete dei grandi attrattori culturali della regione.
Il cronoprogramma è serrato, come impongono le scadenze europee. Le opere dovranno essere completate entro il 30 giugno 2026. Un impegno importante per restituire al suo pieno splendore una testimonianza storica, artistica e culturale di eccezionale valore, un vero e proprio gioiello del barocco siciliano che, grazie a questa sinergia, si prepara a un nuovo futuro.

