Un’alleanza strategica tra il mondo del lavoro e quello accademico per costruire il futuro di Catania, partendo dalla formazione, dalle competenze e dall’inclusione. Con questo obiettivo, una delegazione della CISAL di Catania, guidata dal responsabile Giovanni Lo Schiavo, ha incontrato oggi il Magnifico Rettore eletto dell’Università, il professor Enrico Foti. Un primo, importante passo per porre le basi di una collaborazione concreta a sostegno dei giovani e dello sviluppo socio-economico del territorio.
L’incontro, fortemente voluto dal sindacato, si è tenuto presso l’ex Convento di Sant’Agostino. Non una visita di cortesia, ma un tavolo di lavoro per presentare al nuovo Rettore le attività della CISAL e per proporre una visione condivisa. “Crediamo fermamente che solo attraverso il dialogo e la sinergia tra mondo accademico e rappresentanze sociali si possano generare occasioni di crescita reale”, ha dichiarato Lo Schiavo. “L’Università rappresenta un presidio fondamentale di conoscenza e innovazione: come sindacato, vogliamo essere parte attiva di un processo che metta al centro i giovani”.
Sul tavolo, sono stati affrontati i temi più cruciali per il futuro delle nuove generazioni. Si è discusso della necessità di rafforzare i percorsi di orientamento e formazione professionale, di legare più strettamente la ricerca scientifica allo sviluppo locale e di creare reti territoriali per favorire l’occupabilità e, allo stesso tempo, contrastare il drammatico fenomeno della dispersione scolastica.
Una visione e una proposta di collaborazione che, a quanto pare, hanno trovato terreno fertile. Il Rettore Foti ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e ha manifestato la piena disponibilità dell’Ateneo a esplorare nuove e concrete forme di collaborazione con le realtà del territorio, a partire proprio dal sindacato.
“Questo è solo un primo passo”, ha concluso Lo Schiavo. “La CISAL intende lavorare con costanza accanto alle istituzioni, per costruire insieme un futuro migliore per i cittadini e per le nuove generazioni”. Un impegno che vede nell’investimento sul sapere e sulla formazione la chiave per promuovere uno sviluppo che sia non solo economico, ma anche giusto, inclusivo e sostenibile.

