Non un progetto calato dall’alto, ma un sogno da costruire insieme, idea dopo idea, partendo dalle energie vive del territorio. Catania lancia ufficialmente la sua sfida per diventare Capitale Italiana della Cultura 2028 e lo fa con un metodo innovativo: una grande fase di ascolto e co-progettazione aperta a tutta la cittadinanza. Il primo passo concreto di questo percorso sarà l’apertura, da domani, di uno sportello dedicato al Palazzo della Cultura.
L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale, mira a creare un dossier di candidatura che sia solido, rappresentativo e, soprattutto, autentico. L’obiettivo non è solo quello di vincere un titolo prestigioso, ma di usare questa opportunità come un potente motore di sviluppo economico e sociale, mettendo la cultura al centro di una visione condivisa per il futuro della città.
Per questo, il percorso non inizia con annunci di grandi eventi, ma con un invito al dialogo. A partire da lunedì 14 luglio, presso il Palazzo della Cultura, sarà attivo lo sportello “Catania 2028 – Spazio in Comune”. Non sarà un semplice ufficio informazioni, ma un vero e proprio laboratorio di idee.
Cittadini, associazioni, operatori culturali, e chiunque abbia una proposta o una visione per la Catania del futuro, potranno fissare un appuntamento per dialogare direttamente con il gruppo di progettazione incaricato di redigere il dossier. Sarà l’occasione per presentare progetti, suggerire percorsi, evidenziare patrimoni nascosti e contribuire attivamente a scrivere il racconto con cui la città si presenterà all’Italia.
Questa fase di ascolto è il cuore della strategia catanese. La scommessa è quella di dimostrare che la candidatura non appartiene solo all’amministrazione, ma a un’intera comunità che si mobilita. Un progetto che nasce dal basso, che valorizza il patrimonio culturale esistente e che vuole attivare le migliori energie creative della città. La strada verso il 2028 è lunga e competitiva, ma Catania ha scelto di percorrerla nel modo più inclusivo possibile, chiedendo ai suoi stessi cittadini di essere i primi autori del proprio futuro.

