Conoscere una lingua è il primo passo per l’integrazione, ma avere un certificato ufficiale che lo attesti è la chiave che apre le porte del lavoro, dell’autonomia e della piena cittadinanza. Questa chiave, da oggi, è molto più a portata di mano per centinaia di cittadini stranieri del Calatino. È stata infatti ufficialmente attivata a Caltagirone una nuova, importante sede d’esame per il conseguimento della certificazione CILS (Certificazione di Italiano come Lingua Straniera).
L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Associazione Lavoratori Stranieri del Movimento Cristiano Lavoratori (ALS-MCL), l’ente di formazione EFAL e la prestigiosa Università per Stranieri di Siena, risponde a un bisogno concreto e crescente del territorio. Il nuovo centro, situato in via Giovanni Verga 10, è pensato in particolare per gli ospiti dei centri di accoglienza SAI, ma è aperto a tutte le persone straniere residenti nell’area.
“È importante offrire un servizio che possa permettere agli stranieri presenti sul nostro territorio di ottenere una certificazione che sia veramente spendibile nel mondo del lavoro e in tutte le attività che la richiedono”, ha dichiarato con grande soddisfazione Paolo Ragusa, presidente nazionale di ALS-MCL.
E in effetti, il certificato CILS è molto più di un semplice pezzo di carta. È un titolo riconosciuto a livello nazionale e internazionale, spesso indispensabile per l’iscrizione a percorsi di studio, per l’accesso a determinate professioni e per le pratiche legate alla permanenza in Italia. La nuova sede, che ha già ospitato la sua prima sessione di esami a giugno, rappresenta quindi un passo fondamentale verso l’inclusione reale e l’autonomia delle persone migranti.
Questo progetto non è solo un servizio, ma un investimento sul capitale umano e sulla coesione sociale. Dimostra la volontà di andare oltre la prima accoglienza, fornendo strumenti concreti che promuovono il diritto allo studio, al lavoro e a quella che viene definita “cittadinanza linguistica”. Un’iniziativa che rafforza l’immagine di Caltagirone e del suo territorio come un laboratorio attivo di integrazione e di diritti.



