Non solo le scommesse, ma anche chi ci lavora. Con questo approccio, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) hanno messo sotto la lente d’ingrandimento le sale giochi e i centri scommesse del calatino, accendendo un faro sulle condizioni di sicurezza e sul rispetto dei diritti dei dipendenti. L’operazione ha portato alla denuncia del titolare di un’attività nel cuore di Caltagirone.
L’obiettivo dei controlli era duplice: da un lato, prevenire le derive del gioco patologico, dall’altro, verificare che dietro le slot machine e i terminali per le scommesse non si nascondessero violazioni delle norme sul lavoro. E le irregolarità non hanno tardato a emergere. In un centro scommesse, i militari hanno scoperto un dipendente che lavorava senza aver mai ricevuto la visita medica di idoneità, un requisito fondamentale previsto dalla legge per tutelare la salute e garantire la sicurezza del lavoratore stesso.
Come se non bastasse, i suoi movimenti e quelli dei suoi colleghi erano costantemente ripresi da un impianto di videosorveglianza “fantasma”. Le telecamere erano state installate senza alcuna comunicazione all’Ispettorato del Lavoro e senza il necessario accordo sindacale, in palese violazione dello Statuto dei Lavoratori, che protegge la privacy e la dignità dei dipendenti sul luogo di lavoro.
Per il titolare dell’attività, un 49enne del posto, è scattata una doppia sanzione: una denuncia penale all’Autorità Giudiziaria per le violazioni accertate e multe amministrative per un totale di quasi 2.000 euro. L’intervento del Nucleo specializzato dell’Arma non è un caso isolato, ma l’inizio di una campagna di controlli che proseguirà nei prossimi mesi. Il messaggio è chiaro: la legalità in un’azienda deve essere a 360 gradi, tutelando non solo i clienti ma, prima di tutto, chi ci lavora.

