Un fronte compatto e un messaggio durissimo, inviato al governo regionale alla vigilia di una votazione cruciale sul bilancio. I sindaci dell’area metropolitana di Catania, riuniti questa mattina sotto la guida del sindaco metropolitano Enrico Trantino, lanciano l’allarme: senza interventi urgenti e sostanziosi, i Comuni rischiano il collasso finanziario, schiacciati dai costi per lo smaltimento dei rifiuti e per l’assistenza agli studenti disabili.
Due, in particolare, sono le emergenze che stanno mettendo in ginocchio gli enti locali. La prima è quella degli extracosti per i rifiuti. A causa della cronica crisi del sistema di smaltimento siciliano, i Comuni sono costretti a trasportare i rifiuti fuori dalla Sicilia, con un’impennata dei costi che si scarica inevitabilmente sulla TARI pagata dai cittadini. “Le risorse annunciate per quest’anno, 20 milioni di euro, non sono sufficienti”, ha dichiarato Trantino, facendosi portavoce di tutti i colleghi. La richiesta è chiara: “Chiediamo che la cifra stanziata lo scorso anno, 50 milioni di euro, venga quantomeno confermata per alleggerire l’impatto sulle tariffe per le famiglie”.
La seconda emergenza, altrettanto grave, riguarda il servizio ASACOM, l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli studenti con disabilità. Un servizio che i sindaci definiscono “essenziale per migliaia di studenti che meritano pieno sostegno e dignità educativa”. Il problema è che il suo costo, a carico dei Comuni, è triplicato negli ultimi cinque anni, diventando insostenibile per bilanci già all’osso. Per questo, i primi cittadini chiedono alla Regione una misura economica che renda strutturale il finanziamento del servizio.
Queste richieste sono state messe nero su bianco in una lettera che sarà inviata al Presidente della Regione, Renato Schifani, e al Presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Non è una semplice richiesta, ma una presa di posizione forte e unitaria da parte di un intero territorio. I sindaci dell’area etnea, da Misterbianco ad Acireale, si sono presentati con una piattaforma comune, chiedendo alla politica regionale di non ignorare il grido d’allarme che arriva dai Comuni. La palla passa ora a Palermo: le decisioni che verranno prese nella prossima variazione di bilancio determineranno il futuro imminente dei servizi essenziali per centinaia di migliaia di cittadini.

