Un bambino sospeso a mezz’aria, che vola sopra la folla recitando antichi versi. Non è una favola, ma il cuore pulsante della festa di San Nicolò Politi, che oggi, 3 agosto, ferma e unisce l’intera città di Adrano. La “Volata dell’Angelo” è il rito spettacolare e commovente con cui la comunità rinnova il suo patto di fede con il figlio eremita che scelse la solitudine e la preghiera.
Documentata fin dal Settecento, questa tradizione unica trasforma Piazza Umberto in un teatro a cielo aperto, gremito di fedeli, curiosi e di tanti emigrati che ogni anno tornano a casa per non mancare a questo appuntamento con le proprie radici. Il volo del piccolo angelo, che attraversa la piazza sospeso a delle funi, è un momento di altissimo valore simbolico: rappresenta l’incontro tra il cielo e la terra, l’abbraccio tra l’innocenza dell’infanzia e la santità.
La festa è l’omaggio della città all’incredibile storia del suo patrono. Nato ad Adrano nel 1117 da una ricca famiglia, Nicolò Politi a soli 17 anni rifiutò agi e ricchezze per abbracciare una vita di ascetismo, ritirandosi come eremita sui monti di Alcara Li Fusi, dove visse per cinquant’anni. Le sue reliquie, tornate nella città natale nel 1503, sono oggi il centro di una devozione secolare, custodite gelosamente nella Chiesa Madre.
Ma la giornata di oggi non è solo la rievocazione della “Volata”. È un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Le strade di Adrano risuonano del suono delle campane a festa e di canti antichi, sono avvolte dal profumo dell’incenso e illuminate dai fuochi d’artificio. È una celebrazione che fonde in modo indissolubile la fede più profonda, la cultura popolare e un forte senso di identità comunitaria, in un rituale che si ripete e si rinnova, più vivo che mai, anno dopo anno.

