Un insolito e pietoso rumore, proveniente dall’interno di un mezzo apparentemente anonimo, ha rotto la monotonia del traffico veicolare lungo la Tangenziale di Catania, trasformando un ordinario controllo stradale in un’operazione di salvataggio. Tutto è accaduto all’interno di un’area di servizio dell’arteria etnea, dove una pattuglia della Polizia Stradale, impegnata nelle consuete attività di vigilanza, è stata attirata da suoni inequivocabili che non potevano appartenere alla meccanica di un veicolo. L’attenzione degli agenti si è concentrata su un furgone parcheggiato in modo singolare, lasciato con il motore acceso e, dettaglio ancor più allarmante, con gli sportelli posteriori spalancati, quasi a voler cercare disperatamente un ricircolo d’aria.
Avvicinatisi per un’ispezione, i poliziotti si sono trovati di fronte a una scena che strideva violentemente con le normative sul benessere animale: stipati nel vano merci, in uno spazio angusto e privo di qualsiasi dotazione specifica, vi erano dieci vitellini. Gli animali erano costretti in condizioni di estrema sofferenza, ammassati l’uno sull’altro in un ambiente assolutamente inidoneo al trasporto di esseri viventi. A pochi metri dal mezzo, l’equipaggio ha individuato due uomini che, con sconcertante tranquillità, si erano allontanati per concedersi una pausa caffè al bar della stazione di servizio. Messi alle strette dalle domande incalzanti delle forze dell’ordine, i due hanno ammesso le proprie responsabilità, svelando la logistica di quel viaggio illecito.
Dalla ricostruzione è emerso che il carico non era originario della zona: i vitelli erano arrivati dal Nord Italia a bordo di un mezzo pesante idoneo, per poi essere “trasbordati” sul furgone per l’ultimo tratto del viaggio. La destinazione finale avrebbe dovuto essere un’azienda agricola nelle campagne del ragusano, ma il tragitto è stato interrotto dalla Stradale prima che il carico potesse giungere a termine in quelle condizioni precarie. Le verifiche tecniche sul veicolo hanno confermato i sospetti iniziali: il mezzo era totalmente sprovvisto delle autorizzazioni sanitarie necessarie e mancava dei requisiti minimi di aerazione e controllo della temperatura, fondamentali per garantire la sopravvivenza e la salute del bestiame durante gli spostamenti.
Di fronte alla gravità della situazione, è stato richiesto l’intervento immediato dei medici veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania. I sanitari sono giunti sul posto per visitare i bovini e accertarne le condizioni di salute dopo lo stress subito. L’operazione si è conclusa con conseguenze giudiziarie pesanti per i responsabili: i due trasportatori catanesi e il titolare dell’azienda agricola di destinazione sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. Dovranno ora rispondere delle violazioni riscontrate in materia di trasporto animali, un episodio che riaccende i riflettori sulla necessità di controlli rigorosi lungo la filiera zootecnica.

